Gli Speciali de Il Nuovo Calcio - Master Prime Squadre
L’intervento al nostro incontro di aggiornamento di mister Zenga, che ha espresso il suo metodo di lavoro, analizzando il ruolo dell’allenatore a 360°. Alcune proposte pratiche e il ritiro pre-campionato.

L’analisi della metodologia di lavoro di Walter Zenga, indimenticabile numero uno dell’Inter e della Nazionale, allenatore Uefa Pro, nella stagione 2017-18 al Crotone, parte dalle differenze riscontrate nei vari paesi dove ha allenato (un giramondo il tecnico milanese), con un focus sulle diversità che vi sono fra Italia e Inghilterra.

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Approfondimento precampionato
L’utilizzo delle scale di valutazione, Borg e Hooper, per verificare lo stato di fitness del giocatore e dell’intera squadra. I comportamenti da adottare.

Nel calcio moderno è di fondamentale importanza conoscere come ci si sta allenando e il grado di condizione fisica dei proprio uomini, sia in termini individuali sia collettivi.

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Quattro articoli dedicati all’inizio stagione, con i campionati dei dilettanti ancora fermi. Giuseppe Zuccarelli si è dedicato all’analisi del 2>2, elemento da insegnare sia negli giovani sia negli adulti. I princìpi di tale situazione e diverse proposte pratiche esemplificative. Sui corner si è espresso, invece, Giovanni Vampa, approfondendo una metodologia che permette di organizzare più soluzioni in fase d’attacco con poco tempo a disposizione: ideale per quelle squadre che si allenano due o tre volte a settimana.

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Gli speciali de Il Nuovo Calcio - master Master settori giovanili

Quanto è importante il progetto societario, le linee guida dettate e la coerenza nel perseguirle. Una serie di riflessioni e di proposte pratiche indispensabili per l’allenatore di settore giovanile.

La domenica pomeriggio del Master 2018, dedicato al settore giovanile, è intervenuta la Juventus, rappresentata dal coordinatore tecnico dell’attività di base, Stefano Baldini, e dall’allenatore dell’U12 bianconero, Edoardo Sacchini. Il primo ha proposto in aula alcuni concetti imprescindibili per lavorare al meglio coi giovani, collaborando con il secondo nello svolgimento delle proposte sul campo.

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Master settori giovanili
L’intervento del coordinatore dell’attività di base della Lazio verte sui comportamenti da tenere nelle prime fasce del settore giovanile e incentra l’attenzione sulle situazioni di gioco.

Sabato pomeriggio inizia la lezione in aula il giovane coordinatore dell’attività di base della Lazio, Stefano Pasquinelli. Stefano parla di “unità minima fondamentale”, definendola come una situazione di gioco semplice che racchiude tutti gli elementi fondamentali di tipo tecnico e tattico individuali di base del calcio. Nella sua spiegazione parte dall’uno contro uno, nel quale si ritrovano dominio della palla, finte, conduzione, tiro in porta (in caso di finalizzazione a rete), dribbling, difesa della palla e presa di posizione. Quasi tutti gli obiettivi da perseguire nelle prime fasce d’età. Aggiungendo la trasmissione, la ricezione e lo smarcamento, altre finalità determinanti da ricercare, si può passare al due contro uno.

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L’articolo è un estratto dell’Indispensabile numero 16 curato da Enrico Battisti, dedicato a chi lavora con Giovanissimi e Allievi. Il focus dello scritto riguarda i princìpi offensivi legati agli aspetti collettivi del gioco, vale a dire quelle azioni coordinate tra due o più giocatori, tesa a ottenere uno scopo determinato in precedenza.

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Come sviluppare questa abilità nelle categorie dell’attività di base, proponendo esercitazioni sempre diverse, stimolando continuamente i ragazzi evitando momenti di noia e appiattimento. Marco Mingardi e Alberto Massera hanno sottolineato l’importanza di inserire in maniera didattica le proposte, partendo da un dominio di tipo statico sino ad arrivare a uno dinamico. Inoltre, è fondamentale il coinvolgimento di pochi giocatori sia per una miglior qualità delle correzioni da parte del mister, sia per aumentare il numero delle esecuzioni. Infine, diverse proposte pratiche inserite in maniera graduale, con una difficoltà crescente.

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L’ultimo articolo di questa mini-serie curata dall’autore dedicata ai più piccoli tocca l’argomento del tiro in porta. Alcune progressioni di lavoro e l’importanza di incentivare e “premiare” sempre questa gestualità.

“Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo... e l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”. Chi ha detto questa frase? Michael Jordan, probabilmente il miglior cestista al mondo, non ce ne voglia Lebron James.

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Coi bimbi che arrivano per la prima volta al campo è utile non dare per scontato la conoscenza del regolamento. Si può partire dalla regola del gol per arrivare a quella del campo.

Scuola calcio. Primo allenamento della stagione. Una decina di bambini pronti per cominciare questa nuova avventura. Anch’io allenatore mi sento pronto come mister dei più piccolini e spiego il primo esercizio: “... e quando arriviamo davanti alla porta dobbiamo segnare!” Sorrido. “Maestro, che cos’è la porta?”.

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Speciale precampionato
Quali comportamenti adottare coi giovani portieri, ma anche con gli adulti per arricchire il loro bagaglio motorio e soprattutto tecnico. L’importanza delle percezione nell’allenamento situazione per i più grandi. Cosa fare (“Sì, sempre”) e quali errori non commettere (“Attenti a…”)

Il precampionato è un momento importante per lavorare coi numeri uno visto anche il maggior tempo a disposizione per allenarsi. Con quelli idealmente dagli Esordienti e dei Giovanissimi la tecnica è fondamentale, poi contano le situazioni e le percezioni dei portieri.

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La modalità migliore per effettuare un training efficace con i portieri nelle categorie Pulcini ed Esordienti. La necessità di modulare le proposte in base al numero di giocatori presente.

L’allenamento del portiere assume un ruolo centrale e sempre più rilevante nel contesto di squadra e deve essere sviluppato in modo da far emergere quelle qualità che risaltano il giovane numero uno.

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Quali esercitazioni analitiche e globali proporre e come integrarle con la squadra nel settore attività di base per i numeri uno.

Negli ultimi anni il ruolo dell’estremo difensore è sicuramente cambiato e la metodologia di allenamento specifica del numero uno si è modificata prevendendo una parte “importante” del training con il portiere inserito nel contesto squadra. Pertanto, è diventato fondamentale agire sia in forma “analitica” sia globale.

“Analitico”
La proposta analitica si pone lo scopo di automatizzare quelle gestualità che il portiere svilupperà nel tempo grazie alle continue ripetizioni delle sequenze motorie, che abitual- mente vengono insegnate nei primi anni di avvicinamento al ruolo. Parliamo sia degli aspetti tecnici e sia della loro appli- cazione in un contesto ridotto di gioco (situazione). Dal punto di vista tecnico, infatti, è necessario proporre esercitazioni con contenuti che possano migliorare le abilità già acquisite e che rappresentano le basi fondamentali di ogni giovane portiere.

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Lo scritto di Katia Serra è incentrato sulle novità e i cambiamenti che vedranno coinvolto il mondo del calcio femminile. Infatti, entreranno in vigore nuove norme, che andranno a toccare gli orari delle gare, i criteri di retrocessione e promozione e l’accesso alla Women’s Champions League per quanto riguarda la Serie A.

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Quanto conta a inizio anno osservare le atlete per stilare un piano di lavoro funzionale alle loro esigenze e al modello di gioco che si intende proporre. Lo sviluppo delle componenti fisiche e l’importanza della comunicazione.

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Teresa Palopoli, come di consueto, ci porta nel mondo del calcio femminile, approfondendo questo mese la Serie B. Difatti l’annata regolare volge al termine, ma ad attenderci c’è un post-season davvero interessante. Infatti, le vincitrice dei 4 gironi dovranno affrontarsi in due match determinati da sorteggio in campo neutro e le due vincitrice approderanno in Serie A.

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Il mese di agosto è quello giusto per incominciare a riflettere su ciò che si può proporre nel periodo iniziale della stagione: da qui parte lo scritto di Luca Bignami, incentrato sull’importanza del tecnico di prepararsi al meglio in vista della stagione alle porte.

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Speciale precampionato
La pianificazione dell’allenamento fisico durante la preparazione. Le proposte per il training aerobico, di forza, la prevenzione, l’agility e la rapidità.

Il periodo preparatorio al campionato è sempre stato immaginato come un momento di grande sforzo fisico da parte dei giocatori, con volumi di lavoro importanti, doppie sedute e pochissimi giorni di recupero, al fine di trovarsi avvantaggiati durante l’arco della stagione. Ma è realmente così? Molti sono ancora convinti di questo, nonostante gli schemi e le dinamiche che ruotano intorno al calcio siano in continua evoluzione.

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Attivazione dei glutei e dei rotatori dell’anca

Preparazione Atletica

Speciale precampionato
Diverse proposte pratiche per attivare questa parte del corpo, fondamentale in quanto coinvolta in tutti i principali movimenti tipici del calcio. I consigli e le attenzioni da avere.

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