Esistono diverse modalità per proteggere la propria rete, ad esempio aggredendo in avanti oppure rimanendo nei pressi dei propri sedici metri difensivi. I concetti fondanti di un blocco basso funzionale e l’utilizzo delle transizioni in campo aperto.
Una strategia difensiva può trasformarsi in un’arma offensiva? I princìpi in possesso sono strettamente legati a quelli in non possesso, e viceversa, e sono collegati tra loro attraverso le transizioni.
Proprio per questo è possibile scegliere di “attaccare difendendo”, non solo grazie al pressing uomo su uomo per conquistare palla vicino alla porta avversaria, ma anche concedendo il possesso ai rivali, restando bassi per avere più spazio in transizione offensiva. È necessaria una precisazione: difendere bassi e riattaccare non è una mera speculazione legata al concetto tradizionale di difesa “all’italiana”, esclusivamente rinunciataria e priva di “obiettivi” offensivi. È una vera e propria strategia, che richiede organizzazione e capacità di trasformare la riconquista bassa in opportunità offensiva.

La difficoltà contro un blocco basso è la creazione degli spazi pericolosi e l’unica profondità attaccabile è quella corta, spesso nei corridoi laterali o sulle risalite della linea. D’altra parte, la difesa in blocco basso garantisce la possibilità di attaccare la profondità alta una volta conquistato il possesso. Non viene solo scelto come difendere, ma come difendere per attaccare in maniera più efficace. È l’evoluzione della fase di non possesso intesa come strumento offensivo indiretto.
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Autore: Paolo Tramezzani
Foto: IMAGO.


